Mind The Gap, waiting for an happy ending

La morte come atto di onnipotenza. Un'uscita di scena per strappare un grande applauso. Sono queste le idee, chiaramente espresse da Paola Tarantino, nel mettere in scena Mind The Gap Waiting for an happy ending.
Un testo che non diventa solo un elegante spettacolo teatrale ma anche un'analisi attenta dell'animo umano. L'idea di Paola Tarantino e di Laura Isaia portata in scena al teatro dei Documenti di Roma viene accolta dal pubblico con un religioso silenzio. Sarà la cornice, decisamente suggestiva, sarà la mostra allestita nel foyer che anticipa i toni dello spettacolo, ma tutto dal 18 al 22 febbraio è stato il linea con il pensiero delle giovani autrici ma soprattutto con il pensiero dei personaggi portati in scena.

É il teatro stesso a fare da cornice al lavoro. I sei protagonisti sono in attesa, ma tutto dipende dalla loro volontà. "Se è vero che lo hai scelto questa volta non puoi sbagliare" afferma uno dei personaggi immobile su una sedia. Anche lui aspetta, un treno, una metro, o solamente il momento giusto. C'è tensione tra loro, si muovo continuamente su quella che è una banchina ma anche un ring. Si scrutano, si presentano, si osservano, si scontrano. Vite diverse, epoche diverse, amori simili, quelle per l'arte, la poesia, la scrittura. Sei personaggi confrontano il loro dolore e la loro uscita di scena plateale da una vita che non li ha soddisfatti. Man mano che il dialogo tra i sei procede ci rendiamo conto che non stiamo assistendo al dolore di uomini e donne comuni ma di artisti che hanno fatto la storia dell'arte, del teatro, della pittura, della poesia.
Mark Rothko portato in scena da un freddo Stefano Skalkotos, Alfred Jarry interpretato da un eclettico Massimiliano Frateschi, Sarah Kane a cui Diletta Acquavive presta dignitosamente il volto, mentre veste i panni Abdallah un bravo Michele Digirolamo, Marina Ivanovna Cvetaeva interpretata da una convincente Emanuela Valiante, Silvia Plath portata sul palco da una determinata Paola Tarantino, sono i sei protagonisti di un testo che tocca profondamente lo spettatore accompagnandolo per mano nelle loro esistenze, nelle loro incomprensioni e delusioni fino alla fine.

Tutti accomunati da un gran desiderio di farla finita, i sei, incrociando i loro racconti presentano le loro vite, le loro idee al pubblico. Vite difficili, incomprese, come spesso accade ai grandi pensatori. Ogni personaggio è ben caratterizzato che sia l'abbigliamento, un atteggiamento o un tic, emergono tutti nella loro complessità e spesso si ha la sensazione di parlare con loro. Viene voglia di fermarli di chiedergli di rimanere in vita per avere la possiblità ancora una volta, ancora oggi di gustare le loro opere d'arte. Ciò non è possibile. Quel vagone passa, il momento giusto per uscire di scena arriva. E ci troviamo soli con una luce rossa che ricopre la scena. Non ci resta altro che applaudirli.

 

@Mena Zarrelli

Teatrante.it

Contatti

3348255591 - 3450762152

info@antoniodiana.it

Vieni a trovarci presso 

Associazione Teatro Madrearte

Via della Repubblica 173

Villaricca (NA)

www.madrearte.it

contattami e restiamo in contatto qui

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Antonio Diana