la lunga storia dei tre magnifici scapoli

Entriamo per la prima volta allo ZTN, Piazza Dante, il varco è attivo quindi si passa? Bah, mistero della segnaletica che crea confusione col gioco di parole "varco attivo" e "varco non attivo", ad ogni modo consigliamo di andarci con la metro, il teatro è lì a pochi metri e l'aria del "fermeto teatrale attivo" che ci fa da motto si respira anche qui, tra il vociare di chi ci confida le difficoltà e le bellezze di gestire uno spazio teatrale autonomo e di quanto sia complesso "portare pubblico".  

 

Scendiamo alcuni gradini e scoviamo lo spazio dello ZTN, nel ventre di Napoli dove giovani autori, attori e registi vogliono proporre un "nuovo teatro", "nuove drammaturgie" e lo fanno nel subconscio del vico Bagnara al civico 3a.

Sono i membri del colletivo teatrale LunAzione e l'associazione Naviganti InVersi che da pochi mesi hanno dato vita a questo fulcro artistico che intende dare luogo e spazio alle giovani realtà tatrali. 

 

Tra gli spettacoli in programma, abbiamo visto domenica 15 febbraio, "Tre magnifici scapoli" che parte dalla storia delle sorelle Weddingspree che devono trovare marito prima che sia troppo tardi. L'incontro amoroso con tre pretendenti svela alcuni segreti di famiglia, oltre ai loro stessi difetti che diventano elemento prezioso per conquistare le tre "signorine".

 

Continui colpi di scena dettano un buon ritmo retto discretamente dai sei interpreti dove le donne, Shanti Tammaro, Gabriella Vitiello e Grazia Lecce,  risultano un piolo più debole rispetto agli attori Paolo Gentile, Carlo Liccardo e Francesco Saverio Esposito, quest'ultimo con un'eccellente caratterizzazione espressiva, chiave dell'ottima partitura scenica messa in piedi dal lavoro registico di Giovanni Merano.

 

La versione lunga dell'originario corto teatrale "Tre magnifici scapoli", che avevamo già visto ed apprezzato al Teatro Cilea non pochi mesi fa, si presenta ricca di gag e nuove verità da scoprire, oltre a quelle sull'amore. Gli elementi nuovi del testo di Claudio Buono, sono solo a tratti gradevoli, per la maggior parte ci sembrano una forzatura per gioviare la durata.

 

Lo spazio scenico ed il disegno luci hanno limitato di non poco le azioni e gli effetti visivi, lo sforzo di adattare la messa in scena in uno spazio ridotto è comunque avvincente ed onirico, la buona forza attoriale ed un testo brillante, fanno di "tre magnifici scapoli" uno spettacolo interessante e coinvolgente, grazie anche alle barriere accorciate tra attore e spettatore che permette di leggere anche il respiro degli interpreti, con un trasporto emotivo tipico degli spazi off.

 

@Antonio Diana

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