l'amore senza tempo, velato e contrastato

Siamo negli anni '70, nel cuore dell'estremismo e del terrorismo politico che va dalla strage di Piazza Fontana del '69 a quella dell'Italicus del '74, fino ad arrivare all'omicidio di Pasolini nel '75.

12 baci sulla bocca si colloca di preciso tra il '74 ed il '75. Antonio, proprietario di un ristorante e attivista di estrema destra, si ritrova ad essere padre e madre del fratello Massimo, in procinto di matrimonio ma che allo stesso tempo vive un'omosessualità velata che emerge dall'incontro con Emilio, giovane lavapiatti.
Giunto il giorno del matrimonio di Massimo, tra baci rubati nel buio del ristorante, amplessi poetici e sfregature romantiche, i due si promettono di coltivare questo "amore segreto" finchè Antonio non scopre la "diversità" del fratello, che la definisce "un mariuolo in corpo, nu' fetente 'e merda che cerca di venire fuori, di uscire e di vivere... deve invece rimanere dentro, nascosto, 'o scuro", perchè sono cose che appartengono ad altri e lui deve occuparsi della famiglia.

La drammaturgia di Mario Gelardi, ci presenta una storia d'amore universale, come quella che va dalla celebre e contrastata "Romeo e Giulietta" a quelle velate e dichiarate dei nostri tempi, passando per la repressione dell'identità sessuale degli anni di piombo; e lo fa con un linguaggio avvincente che va oltre le barriere e le identità sessuali.

 

Il lavoro attoriale è notevole, Ivan Castiglione, Andrea Velotti e Adriano Pantaleo spaziano con la giusta misura nel circuito scenico; anche quando non si incontrano e non si guardano negli occhi, si proiettano nell'azione sia col linguaggio a distanza che guardandosi negli occhi. L'interpretazione di Pantaleo va oltre l'ordinario attoriale, cura il personaggio di Emilio (l'omosessuale) con garbo e trazione, senza sfociare mai nei luoghi comuni del femminellismo.


La messa in scena viene rappresentata con la poetica teatrale dell'attenta regia di Giuseppe Miale di Mauro, che la rende libera, con un vento di leggerezza soffiato dalle canzoni che diventano, con le rispettive voci, il quarto attore: John Lennon, Aznavour, Merola e Ranieri. Tra la ricerca musicale trapuntata minuziosamente nel tessuto narrativo, sorprende se bruciasse la città che ci sembra scritta appositamente per la storia di Emilio e Massimo. La voce ammaliante di Angela Luce nella celebre Ipocrisia, accompagna le strazianti bastonate finali di Antonio nel cuore di Emilio, che della sua bocca di sangue, non vedrà più i baci della "maschera dipinta" di Massimo che tornerà a vivere nell'ipocrisia del "non si fa, non si dice, non si deve sapere".

Ho cercato di costruire un tessuto di drammaturgia scenica che portasse lo spettatore a dimenticare di essere di fronte a due uomini e parteggiare solo per l'amore – spiega il regista Miale Di Mauro -  questo mi pareva il modo migliore per abbattere pregiudizi e rendere veramente libera la storia tra Massimo ed Emilio. Ho spostato la storia (che era ambientata ai giorni nostri) nel 1975, l'ho fatto proprio per permettermi di rappresentare la violenza attraverso il simbolismo teatrale perché sapevo che il contesto storico, gli anni di piombo, avrebbero calato la storia in un clima di violenza storico politico sociale.

 

Volevo parlare dell'intolleranza che trova radici nella non conoscenza - aggiunge Gelardi -chi vede questo spettacolo non dovrebbe pensare al sesso dei protagonisti, ma della loro impossibilità di essere se stessi, di vivere l'amore che vogliono. Questo tema può considerarsi in qualche modo trasversale alle epoche.

 

Visto al Nuovo Teatro Sanità di Napoli

il 13 marzo 2015

 

12 baci sulla bocca

presentato dalla compagnia NEST

 

Qui la recensione di Riccardo XG

delle repliche al Teatro Dell'orologio di Roma

 

@Antonio Diana

Teatrante.it


Contatti

3348255591 - 3450762152

info@antoniodiana.it

Vieni a trovarci presso 

Associazione Teatro Madrearte

Via della Repubblica 173

Villaricca (NA)

www.madrearte.it

contattami e restiamo in contatto qui

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Antonio Diana